
Brentonico 2026: Il falò che illumina e riscalda la valle
Oltre centosettanta ragazzi – un record clamoroso e senza precedenti di iscrizioni – e una ventina di animatori. Ognuno giunto tra le vette trentine brillando di luce propria, come una singola e preziosa fiamma, ma che insieme hanno saputo formare un grande falò: identità uniche che, unite, possono portare a qualcosa di grande, per illuminare e riscaldare insieme la valle della vita. Il Camposcuola I.d.R. 2026, battezzato per questa edizione BrentonicOnFire, si è consacrato non semplicemente come un appuntamento estivo, ma come un autentico focolare, una casa e un rifugio per l’anima.
Il filo rosso di questa memorabile esperienza ha esplorato l’essenza stessa e l’ambivalenza del fuoco, sviscerato in ogni sua vitale sfumatura durante le attività formative che hanno scandito il risveglio di ogni mattina. Nei silenzi delle cime e nei dialoghi in cerchio, i giovani hanno scrutato il fuoco che arde: quell’energia selvaggia e indomabile che vibra dentro ciascuno e che prende il nome di passione. Hanno poi compreso la grazia del fuoco che illumina: non una forza che distrugge, ma una fiamma consapevole che orienta lo sguardo, che guida la scelta e che traccia il cammino sicuro nel buio. Infine, il culmine di questa ascesa interiore ha celebrato il fuoco che scalda e trasforma: la scintilla che si spoglia di ogni egoismo per farsi dono totale verso l’altro, forgiando l’abbraccio indissolubile della comunità.
Ad elevare ulteriormente lo spessore spirituale ed emotivo di questi giorni sospesi tra cielo e terra, è giunta la preziosa presenza del vescovo, mons. Sanguineti. Il suo passaggio si è fatto parola e vicinanza, un respiro di saggezza capace di far danzare ancora più in alto le fiamme di quel grande falò umano, ricordando a ogni cuore l’impegno di una vita vissuta in pienezza.
Eppure, la sacralità della riflessione ha saputo mescolarsi, in una sinfonia perfetta, con l’impeto irrefrenabile del gioco e dell’allegria. Nei pomeriggi e nelle serate, l’energia si è scatenata senza freni: i ragazzi sono sprofondati e risaliti attraverso le prove dantesche della “Fuga dall’inferno”, hanno finalmente sprigionato il loro coraggio nell’epica “Grande battaglia per Narnia” – sublimando quell’attesa che la pioggia aveva amaramente spezzato nell’edizione del 2025 – e si sono gettati senza alcuna riserva tra percorsi saponati, colori e goliardia nella quindicesima, immancabile edizione di “Mai dire Brentonico”.
Sull’arena sportiva e ludica, il destino ha voluto scrivere un copione dal sapore mitologico. Dopo battaglie all’ultimo respiro, la vittoria assoluta ha incoronato la squadra Gialla. Un ritorno clamoroso sulle scene, il risveglio di un leggendario gigante dormiente che ha saputo riprendersi lo scettro e la gloria, vendicando con tenacia la dolorosa sconfitta subita l’anno precedente, quando la classifica era stata ribaltata all’ultimo sprint dalla foga della squadra Bianca.
Ora il sipario si abbassa. Mentre gli zaini si chiudono, carichi non di semplici magliette ma di frammenti di eternità, e i pullman riprendono la via del ritorno, quella fiamma, accesa con cura tra i boschi, si rifiuta di spegnersi. Rimane la visione vivida e perpetua di quei centosessanta ragazzi e dei loro animatori: ognuno che brilla di luce propria, ma che, tenendosi per mano in quel grande falò, hanno dimostrato di poter portare a qualcosa di grande, per illuminare e riscaldare insieme, passo dopo passo, la sconfinata valle della vita.
E un coro ostinato risuona ancora sotto pelle: il Camposcuola dà, il Camposcuola daje. Sempre. Per davvero.
Per qualsiasi richiesta si prega di scrivere a staffbrentonico@gmail.com
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