Raccontare in poche righe l’esperienza del campo di Brentonico non è semplice. Non è semplice soprattutto rendere l’idea del perchè questi pochi giorni riescano ad entrare nel cuore di tutti coloro che vi prendono parte, ragazzi ed educatori.

Il campo, che si è svolto dal 25 al 30 agosto scorsi presso l’Hotel Bucaneve a San Valentino di Brentonico (TN), promosso dagli insegnanti di religione della Diocesi e rivolto ai ragazzi delle scuole medie, è giunto alla sua 33ma edizione (la nona a Brentonico) ed ha visto la partecipazione di 120 studenti guidati da uno staff di 25 tra educatori e insegnanti.

Il tema trattato quest’anno nelle attività del mattino è stato scandito dallo slogan “La casa dov’è”, che ha portato i ragazzi ad interrogarsi su cosa significhi essere cittadini del mondo: la prima mattinata è stata dedicata al “con chi?”, grazie alla testimonianza del maestro Carlo Marconi, autore di un libro di filastrocche sul tema dell’accoglienza e dell’immigrazione. I ragazzi poi, divisi in gruppi, hanno scritto un diario di viaggio in cui hanno dato voce a tutte le emozioni che si provano immaginando di essere loro a dover partire improvvisamente.

La seconda giornata è stata dedicata al “dove?”: due operatori di Legambiente di Pavia ci hanno raccontato delle loro attività, dell’attenzione che richiede oggi più che mai il tema del rispetto dell’ambiente e di quelle piccole attenzioni che possiamo avere nel nostro quotidiano per migliorare le cose. La terza mattinata di attività ha visto la partecipazione di don Matteo Zambuto che attraverso le sue canzoni ha parlato di impegno sociale e di volontariato: i ragazzi poi sono stati invitati a conoscere le realtà caritative di Pavia e dintorni realizzando essi stessi dei video-spot. Ovviamente il campo è anche tanto divertimento: ad alternarsi con i momenti seri di attività e con quelli di preghiera, guidati da don Davide Rustioni, ci sono i giochi del pomeriggio, tra cui l’attesissimo Mai dire Brentonico IX in cui l’obiettivo è sporcarsi il più possibile, la giornata di passeggiata al Monte Baldo, da cui si gode una meravigliosa vista del Lago di Garda dall’alto, e le divertentissime serate culminate nella serata disco e nel gran finale con i fuochi d’artificio.

Al di là di tutte le attività che vengono proposte, ciò che colpisce sempre è il clima che si riesce a creare al campo: i ragazzi partecipano con grande coinvolgimento e di anno in anno non vedono l’ora di tornare. Questo significa che i nostri giovani hanno ancora bisogno di esperienze forti e significative nelle quali mettersi in gioco seriamente: l’auspicio è che possano trovare tante occasioni per poterlo fare e per mettere a frutto ogni giorno quanto sperimentato.